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È stata pubblicata la programmazione transitoria dei flussi d’ingresso dei lavoratori extracomunitari stagionali e non nel territorio dello Stato per l’anno 2016.

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Sono ammessi in Italia, per motivi di lavoro subordinato non stagionale e di lavoro autonomo, 17.850 cittadini stranieri non comunitari residenti all’estero, in quote così ripartite:

1.000 unità residenti all’estero che abbiano completato programmi di formazione ed istruzione nei Paesi di origine;

2.400 unità per lavoro autonomo, destinate a imprenditori che intendono attuare un piano di investimento di interesse per l’economia italiana. Liberi professionisti riconducibili a professioni vigilate. Titolari di cariche societarie di amministrazione e di controllo; artisti di chiara fama internazionale o di alta qualificazione professionale, ingaggiati da enti pubblici o privati; cittadini stranieri per la costituzione di start-up innovative, a favore dei quali sia riconducibile un rapporto di lavoro di natura autonoma con l’impresa;

100 unità di origine italiana per parte di almeno uno dei genitori  residenti in Argentina, Uruguay, Venezuela e Brasile per motivi di lavoro subordinato non stagionale e di lavoro autonomo;

100 lavoratori cittadini dei Paesi non comunitari che hanno partecipato a Expo 2015;

conversione in permesso di soggiorno per lavoro subordinato di: 4.600 permessi di soggiorno per lavoro stagionale; 6.500 permessi di soggiorno per studio, tirocinio e/o formazione professionale; 1.300 permessi di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo rilasciati ai cittadini di Paesi terzi da altro Stato membro dell’Unione europea;

conversione in permesso di soggiorno per lavoro autonomo di: 1.500 permessi di soggiorno per studio, tirocinio e/o formazione professionale; 350 permessi di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, rilasciati ai cittadini di Paesi terzi da altro Stato membro dell’Unione europea.

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L’art.4 del decreto ammette in Italia 13.000 lavoratori stranieri non comunitari residenti all’estero per motivi di lavoro subordinato stagionale, da ripartire tra le Regioni e le Province autonome.

La quota complessiva riguarda i lavoratori subordinati stagionali non comunitari di Albania, Algeria, Bosnia-Herzegovina, Corea (Repubblica di Corea), Costa d’Avorio, Egitto, Etiopia, ex Repubblica Jugoslava di Macedonia, Filippine, Gambia, Ghana, Giappone, India, Kosovo, Marocco, Mauritius, Moldova, Montenegro, Niger, Nigeria, Pakistan, Senegal, Serbia, Sri Lanka, Sudan, Ucraina, Tunisia.

Le domande potranno però essere presentate esclusivamente con le consuete modalità telematiche fino al 31 dicembre 2016.

Lavoro

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