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In vista delle scadenze in vari comuni delle rate TARI, è utile ricordare che è possibile usare il credito derivante dalla denuncia dei redditi con l’istituto della compensazione. Ecco alcune indicazioni operative.

La TARI è la nuova tassa sui rifiuti che ha sostituito dal 1° gennaio 2014, i preesistenti tributi dovuti al Comune dai cittadini, ossia la TARSU, TIA e TARES. È in sostanza il corrispettivo che il Comune richiede per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti sul proprio territorio.

 

TARI: base imponibile

La base su cui calcolare la TARI è la superficie calpestabile di unità immobiliari, iscritte o iscrivibili nel catasto urbano, suscettibili di produrre rifiuti. Presupposto per l’applicazione del tributo è l’occupazione di locali ed aree scoperte che si trovano sul territorio del Comune.

I casi di esenzione e di riduzione dal pagamento della TARI sono decise dalla stessa Amministrazione comunale nel proprio regolamento, insieme alle scadenze.

Modalità di pagamento

Per pagare la TARI si può usare in alternativa il bollettino postale che ogni comune invia a domicilio del contribuente oppure mediante domiciliazione bancaria o con il modello F24 in cui sono indicati gli importi dovuti, la scadenza, l’anno di riferimento, nonché il codice tributo relativo.

Possibilità di compensazione

Utilizzando il modello F24 è bene sapere che si può usare il credito che deriva dalla dichiarazione dei redditi, per effetto della compensazione di un altro credito, ad esempio quello IRPEF. A tal proposito si ricorda che con decorrenza dal 1° ottobre 2014, nei casi in cui, per effetto della compensazione eseguita, il saldo finale sia pari o uguale a zero, il pagamento del modello F24 deve essere effettuato esclusivamente mediante i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

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