INTERVISTA A LORENZO DALLA TORRE

INTERVISTA A LORENZO DALLA TORRE

Lorenzo Dalla Torre, chi sei?

Nonostante abbia passato la quarantina, mi piace definirmi un ″ragazzo″, sono sicuramente entusiasta del mio lavoro a cui mi dedico con energia ed impegno, merito anche dell’aria che si respira in Studio, un ambiente dove le sfide non mancano mai e gli obiettivi sono chiari ed ambiziosi.
Sono una persona trasparente e disponibile, tant’è che con i clienti spesso instauro un rapporto “di amicizia” più che esclusivamente professionale.

Di preciso quale è il tuo ruolo nello Studio?

Potrei dire che si divide in due…
Da un lato mi occupo della gestione dell’infrastruttura di Studio.
Sicuramente parole quali tecnologia e innovazione sono all’ordine del giorno per il nostro Studio, ci crediamo e in esse investiamo.
Abbiamo anche istituito l’area AREA TECNOLOGIA E INNOVAZIONE, per dare il giusto peso al tempo che dedichiamo per offrire un servizio che assecondi l’evoluzione tecnologica dei nostri giorni, sia per i nostri Clienti sia per i nostri collaboratori.

Quindi una costante ricerca di soluzioni all’avanguardia?

Ci impegniamo a guardare al futuro a livello di tecnologia adottata, ma anche ad analizzare le procedure operative in uso per trovare soluzioni sempre più efficienti. Talvolta siamo costretti a rivedere i nostri processi in seguito alle frequenti novità normative e ai nuovi adempimenti, ma spesso mi accorgo che riconsiderando le “abitudini di lavoro” consolidate è possibile ottimizzare le nostre procedure. Questa è una delle attività che mi stimola e mi appaga di più.

Un vantaggio solo per l’operatività interna o anche per i Clienti?

Semplificando tutte le gestioni che si possono snellire, migliora la qualità del nostro lavoro e del tempo che possiamo dedicare ai Clienti. Ho la fortuna di aver maturato una certa sensibilità in tutte le varie aree di servizio dello Studio, ma raccolgo con piacere i suggerimenti dei collaboratori di ogni reparto: tutti i tasselli sono necessari per costruire la miglior struttura possibile a vantaggio di tutti.

La tua presenza in Studio è nata con questo obiettivo?

No!
A dire la verità inizialmente ho fatto il praticantato per Consulente del Lavoro, ma l’evoluzione tecnologica del nuovo millennio e il grande impatto che ha avuto nella gestione ed organizzazione dello Studio hanno avuto la meglio e mi sono via via specializzato nel mondo ICT.

Quindi un percorso in divenire, ma la gavetta l’hai fatta?

Puoi dirlo forte!
Già a quattordici anni il primo tirocinio in Studio, durante le vacanze estive di parecchi anni fa quando si usava ancora la macchina da scrivere, il primo windows era in uscita, non esistevano le mail e internet era cosa di pochi!
In realtà ho iniziato a lavorare pochi mesi dopo il diploma di ragioniere, facendo un po’ di tutto dall’addetto alla reception al galoppino… …sì, perché all’epoca il rapporto con gli Istituti (INPS, Agenzia Entrate, Camera di Commercio…) era svolto di persona o tramite posta cartacea!
C’è poi un aneddoto divertente che mi porto nel cuore che mette bene in evidenza come le cose nel tempo si siano evolute…

Raccontaci, quale episodio?

Mi viene affidato l’incarico di vidimare una decina di libri giornale per dei clienti.
Può sembrare una cosa semplice ma i “registri” consistevano in un migliaio di pagine di carta a modulo continuo (quelle con le bandine laterali forate che si staccano!). Carico una decina di scatoloni di carta, parto alla volta della Camera di Commercio di Treviso. Il parcheggio non è proprio agevole, con qualche escamotage riesco a scaricare vicino all’ingresso. Si va al terzo piano (senza ascensore!), via all’apposizione del “timbro a secco” della Camera di Commercio con una specie di pressa a mano in cui si infilano 10/15 fogli alla volta. Un paio d’ore, e i timbri sono fatti; ora tocca alla coda allo sportello protocollo: una signorina deve annottare su un librone alla Henry Potter la data e numero di pagine vidimate.
Poi mi chiedi perché mi sono dedicato alla tecnologia?!
Oggi basta un clic del mouse per vidimare un registro!

E l’altra metà del tuo ruolo in cosa consiste?

Ad un’altra area aziendale: quella verde dei SERVIZI AL CITTADINO!
Mi occupo della consulenza al privato, in ambito fiscale, ma non solo.
Difficile oggigiorno anche per il singolo cittadino orientarsi nel meandro di pratiche necessarie per le più svariate esigenze. Dalla denuncia redditi all’acquisto della casa o alla sua ristrutturazione, dai contratti di locazione  e dalla gestione delle pratiche ENEA all’analisi della situazione previdenziale… e chi più ne ha, più ne metta! La fantasia dei nostri politici nel creare confusione è incredibile, ma ogni novità è una sfida che mi piace affrontare.

La passione per le “sfide” va di pari passo con quella per il basket?

Potrei dire la terza parte del mio ruolo professionale in Studio!
La mia passione nasce prima da giocatore, a livello provinciale, per 20 anni in giro per le palestre delle scuole o parrocchie del Veneto. Poi l’approdo quale dirigente del Basket Oderzo, un’avventura che non ho esitato ad affrontare, ma che è praticamente un secondo lavoro! L’impegno e le responsabilità non mancano, ma le soddisfazioni che dona ripagano di tutti i sacrifici. Inoltre, è un buon esercizio per misurarsi con la propria capacità decisionale, con la determinazione nel raggiungere gli obiettivi, ma senza venir meno a quelli che sono i valori che sono alla base dello sport e anche del nostro Studio.

A quali valori ti riferisci?

Ai valori a cui si ispira il nostro Studio e agli insegnamenti che, come figli – oggi Direttivo dello Studio -, abbiamo sempre ricevuto dai nostri genitori, la nostra “Vecchia Guardia” di Studio: onestà e correttezza.
Un grazie a mio papà e a Gabriele per questo.

Vuoi ringraziare qualcun’altro?

Un ringraziamento speciale a mia sorella Laura, che stimo tantissimo, mi ha sempre incoraggiato e spronato a dare il meglio di me. E non parlo di amorevoli cure e dolci suggerimenti, ma di critica costruttiva e pretesa di dedizione e passione nel lavoro.

Anche per te, la tua frase…

Non posso che ispirarmi a uno dei guru del basket:
«Mai dire mai. Perché i limiti, come le paure, sono spesso soltanto illusioni.»
(Michael Jordan)