AUTO AZIENDALE USO PROMISCUO

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AUTO AZIENDALE A USO PROMISCUO: FUNZIONAMENTO E REGOLE FISCALI

Che cos’è l’auto aziendale a uso promiscuo e come funziona

L’assegnazione di un’auto aziendale ad uso promiscuo rappresenta una delle forme più diffuse di benefit aziendale. Si tratta di un veicolo messo a disposizione dal datore di lavoro che il dipendente può utilizzare sia per esigenze lavorative sia per finalità personali. Proprio per la possibilità di utilizzo privato, tale assegnazione costituisce un fringe benefit, cioè un compenso in natura che concorre alla formazione del reddito del lavoratore dipendente.

La disciplina fiscale di riferimento è contenuta nell’articolo 51, comma 4, lettera a), del TUIR, che prevede un criterio di determinazione forfetaria del valore del beneficio sulla base del costo chilometrico indicato nelle tabelle ACI.

Diversamente, in assenza di assegnazione al dipendente per la maggior parte del periodo di imposta, l’autovettura avrà il trattamento fiscale ordinariamente previsto (deduzione del 20% dei costi, con un limite al costo di acquisto dell’autovettura di Euro 18.075,99).

Regime transitorio per le auto ad uso promiscuo già assegnate

Le nuove percentuali non si applicano indistintamente a tutte le auto aziendali. Occorre verificare la data di immatricolazione, la stipula del contratto di concessione in uso promiscuo e l’effettiva assegnazione del veicolo al lavoratore.

Per i veicoli concessi sulla base di contratti stipulati prima del 1° gennaio 2025 continuano ad applicarsi le precedenti regole fiscali, basate sulle fasce di emissione di CO₂ previste dalla normativa vigente fino al 2024.

Come si calcola il fringe benefit dell’auto aziendale

Per i veicoli concessi in uso promiscuo con contratti stipulati dal 1° gennaio 2025, la Legge di Bilancio 2025 ha modificato il sistema di calcolo, introducendo percentuali differenziate in base alla tipologia di alimentazione del veicolo.

Il valore imponibile viene determinato applicando una percentuale al costo chilometrico ACI relativo a una percorrenza convenzionale di 15.000 chilometri annui:

  • 10% per i veicoli a trazione esclusivamente elettrica;
  • 20% per i veicoli elettrici ibridi plug-in;
  • 50% per tutti gli altri veicoli (ad esempio benzina, diesel e ibridi non plug-in).


L’importo così determinato viene assoggettato a contribuzione previdenziale e tassazione IRPEF, salvo eventuali somme trattenute al dipendente per l’utilizzo del veicolo.

Vantaggi per aziende e lavoratori per l’assegnazione di un’auto ad uso promiscuo

L’assegnazione di un’auto aziendale a uso promiscuo rappresenta uno strumento di incentivazione del personale molto diffuso, ma richiede un’attenta valutazione economica.

Per l’azienda è necessario considerare non solo i costi di acquisto o noleggio del veicolo, ma anche gli effetti fiscali, contributivi e organizzativi derivanti dalla gestione della flotta aziendale.

Ci sono, infatti, particolari regole fiscali, più favorevoli, per le auto assegnate in uso promiscuo al dipendente per la maggior parte del periodo di imposta. Per quanto riguarda le imposte dirette, è prevista la deducibilità nella misura del 70% dei costi per le auto aziendali concesse in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo d’imposta (art. 164, comma 1, lett. b-bis, TUIR).

Dunque, qualora l’autovettura sia assegnata al dipendente per la maggior parte del periodo d’imposta, sia funzionale allo svolgimento delle mansioni a lui affidate e non sia utilizzata in modo occasionale – ossia per un periodo non inferiore a 183 giorni – il datore di lavoro può dedurre il relativo costo (ad esempio quote di ammortamento, canoni di leasing, ecc.) nella misura del 70%.

Tale limite si applica non solo al costo di acquisizione del veicolo, al quale, tra l’altro non si applica nessun limite massimo di acquisto, ma anche alle spese di impiego eventualmente sostenute dal datore di lavoro – ad esempio, il carburante – le quali seguono la regola di deducibilità del veicolo a cui si riferiscono.

N.B. Tale regola però non vale per le auto assegnate in uso agli amministratori.

Per il lavoratore, invece, il principale elemento da valutare è l’impatto del fringe benefit sulla busta paga, che può variare sensibilmente in funzione del modello scelto e della relativa alimentazione.

Tabella: La deducibilità dei costi per le auto ad uso promiscuo

La tabella mostra, con un esempio pratico, come opera la deducibilità del 70% dei costi sostenuti dall’azienda per un’auto concessa in uso promiscuo al dipendente.

Obblighi e corretta gestione aziendale

L’assegnazione dell’auto aziendale dovrebbe essere accompagnata da una regolamentazione interna chiara, attraverso una policy aziendale o un accordo individuale, che disciplini modalità di utilizzo, responsabilità del dipendente, gestione delle spese e restituzione del veicolo.

Una corretta gestione documentale consente di prevenire contestazioni e garantire una gestione coerente sotto il profilo fiscale, amministrativo e del rapporto di lavoro.

Conclusioni

L’auto aziendale a uso promiscuo continua a rappresentare un importante strumento di politica retributiva, ma le modifiche normative introdotte dal 2025 rendono ancora più rilevante una valutazione preventiva della tipologia di veicolo e del relativo impatto fiscale.

Per aziende e lavoratori diventa quindi fondamentale analizzare la soluzione più efficiente considerando non solo il costo del mezzo, ma anche il trattamento fiscale del fringe benefit e gli obiettivi di mobilità sostenibile.

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